I "quadroni del duomo": copie e modelli

Con le elemosine raccolte a Pisa e nel contado tra il 1700 e il 1701 per iniziativa del pisano Domenico Cosi del Voglia, ha inizio un'impresa commerciale organizzata con moderna mentalità imprenditoriale, quella  del "negozio dei parati di San Ranieri", finalizzato alla decorazione delle pareti delle navate e dei transetti del Duomo di Pisa per la  celebrazione dei Santi locali.

L'interesse per la pittura da parte delle alte classi sociali, la dimensione politica e la funzione pubblica delle arti figurative, motiva l'attività di controllo e di orientamento che i Priori di Pisa esercitavano sui lavori.

Il ciclo di pitture si ricollegava idealmente a quello del Camposanto, nella particolare attenzione rivolta all'agiografia locale; il progetto settecentesco, però, intendeva riferirsi alle vicende gloriose della Pisa medievale, libera e repubblicana, segno della volontà di un distacco della città dall'egemonia artistica e politica di Firenze: per la realizzazione dei dipinti si scelse la più qualificata crestomazia delle tendenze artistiche coeve, con l'esclusione quasi totale di artisti toscani.

Il ciclo dei "quadroni" del Duomo presenta considerevoli novità anche per le modalità delle commesse agli artisti e del finanziamento del programma decorativo: per meglio controllare l'esecuzione dell'opera, oltre ai dipinti, i committenti richiedevano anche i modelli --  piccoli dipinti ad olio che riproducono abbastanza fedelmente quella che sarà l'opera finale. 

Un decreto del 1742 stabilì che i modelli dovessero essere conservati nel Palazzo Pubblico, in una stanza che si andava qualificando come quadreria,  a disposizione del pubblico.

Ne furono dunque tratte numerose copie, tra cui quelle eseguite da Lussorio Bracci Cambini, nobile personaggio che, come era costume a quel tempo, alternava l'attività di pittore dilettante  all'assunzione di alte cariche statali: fu tra l'altro soprintendente proprio al negozio dei parati di San Ranieri

Depositate dall'autore presso il convento dei cappuccini, furono poste a decorare il coro della chiesa e vi sono tuttora conservate.

 

Le Opere