Opere lorenesi nel Museo di Palazzo Reale

Palazzo Reale, già dimora delle dinastie che hanno governato Pisa, viene destinato a sede museale nel 1989. La sua costituzione è strettamente legata alla ristrutturazione della sede del Museo Nazionale di S. Matteo che, iniziata nel 1977, ha offerto l'occasione per un ripensamento sui criteri espositivi delle raccolte pubbliche ed ha portato al loro scorporo: al S. Matteo sono rimaste le opere provenienti da edifici religiosi e realizzate per la decorazione delle chiese del territorio, mentre a Palazzo Reale sono state trasferite tra il 1989 e il 1992, quelle legate alla vita civile e al collezionismo sia pubblico che privato. Vi sono dunque esposti dipinti, arazzi e arredi appartenuti ai Medici, ai Lorena e ai Savoia; la collezione lasciata a Pisa da Antonio Ceci; le rarissime e antiche armature riutilizzate nel Gioco del Ponte. Nel nuovo museo hanno trovato posto anche i modelli per i quadroni del Duomo fino allora negati alla fruizione pubblica in quanto destinati ad arredare pur prestigiose sedi di uffici statali.

 

I recuperi post-bellici

L'arrivo dei primi fondi FIO all'inizio degli anni Novanta consentì di affrontare il prolema di un cospicuo numero di dipinti su tela che, recuperati nel dopoguerra dalle varie chiese pisane danneggiate o distrutte dai bombardamenti, giacevano illeggibili nei depositi del Museo. Fu dunque possibile attuare un primo intervento di salvaguardia con il rintelaggio e la sostituzione del telaio che consentì alcuni primi riconoscimenti; si potè così passare al completamento del restauro a partire dalle opere più significative, tra cui un cospicuo nucleo settecentesco poi presentato nella mostra del Novanta "Da Cosimo III a Pietro Leopoldo, la pittura a Pisa nel Settecento".

 

Le Opere