La raccolta della Venerabile Arciconfraternita della Misericordia

Nel  1785, nell'ambito della politica di soppressione delle confraternite laiche da parte di Pietro Leopoldo di Lorena, la Confraternita della Misericordia fu sciolta e i suoi numerosi arredi andarono dispersi.

Istituto di lunga tradizione - si era costituita nel 1334 sotto la guida carismatica del padre domenicano Domenico Cavalca per esercitare le opere di carità - la Confraternita, inizialmente detta di Sant'Orsola, godette nel secolo XVI della protezione dei monaci di San Michele in Borgo, presso la cui chiesa si riuniva finché, su terreni donati dai monaci, non si costruì un nuovo oratorio.

Le benemerenze acquisite nei secoli, e in particolare l'aiuto e il conforto che i confratelli avevano prestato alla cittadinanza durante la peste che tra il 1631 e il 1632 funestò Pisa, indussero nel 1791 Ferdinando III ad includere la confraternita pisana tra quelle a cui concesse di ricostituirsi, e ad assegnarle come sede l'oratorio di S. Gregorio.

Con tutta probabilità gli arredi e le opere d'arte in dotazione della Confraternita prima della soppressione non le furono restituiti se non in minima parte: non a caso i dipinti  pervenutici  si collocano attorno o successivamente agli anni della sua ricostituzione e due di essi raffigurano il santo cui il nuovo oratorio è intitolato, mentre negli altri sono rievocati alcuni dei Santi che hanno accompagnato la storia della Misericordia, come Sant'Orsola.

Tutti eseguiti in ambito locale, o comunque toscano, compongono un interessante spaccato della cultura artistica pisana che non poteva non comprendere molte opere del Tempesti e della sua scuola.

La raccolta è conservata presso la sede della Misericordia, che dal 1955 si è unificata con l'Arciconfraternita del Santissimo Salvatore, detta del Crocione.

Le Opere