Il casino dei nobili

Gli eventi catastrofici e la politica del precedente governo mediceo, fecero registrare nei primi anni della Reggenza Lorenese il declino economico della città di Pisa in termini di degrado urbano e spopolamento.

Il nuovo governo si impegnò a risollevare le sorti della città cercando di renderla un piacevole soggiorno per i viaggiatori forestieri attraverso la riorganizzazione della rete viaria e ferroviaria, la rettificazione del Lungarno e la proposta di luoghi di svago, come i Bagni di San Giuliano e il Casino dei Nobili.

La politica di "promozione turistica" promossa dal governo ottenne buoni risultati, ma se da un lato l'afflusso di forestieri risultava positivo per le attività produttive, dall'altro pesava sull'economia di poche famiglie nobili che ospitavano tali viaggiatori; i rappresentanti delle famiglie nobili pisane presentarono al Consiglio di Reggenza una richiesta perché venisse creato un luogo apposito per lo svago (gioco, conversazione, feste da ballo) di Dame e Cavalieri che, a differenza del "Casino dei Gentiluomini" già esistente tra il 1692 e il 1726, luogo privato dove si giocava d'azzardo, il nuovo ritrovo fosse posto sotto la protezione granducale.

Nel 1749 i Priori della Comunità di Pisa chiedono a Francesco Stefano di poter costruire un Casino per i nobili sotto le Logge dei Banchi, dove avrebbero dovuto costruirsi le nuove botteghe da dare a livello per risarcire le casse dello Stato della spesa affrontata per la demolizione delle vecchie botteghe poste in via dei setaioli e sul Lungarno: il Casino avrebbe dovuto essere costruito con i materiali recuperati dalla demolizione delle botteghe o con il ricavato della sua vendita all'incanto.

La proposta venne approvata, ma il Comune, che avrebbe dovuto versare annualmente un'ingente somma in cambio dei livelli delle botteghe, tornò sui suoi passi rinunciando al progetto.

Due anni più tardi una rappresentanza di nobili guidata dal Cav. Ranieri Rosselmini propose nuovamente l'istituzione del Casino e la ripartizione delle spese sull'intero corpo nobile, ma si avviò un lungo dibattito relativo alla scelta della sede, conclusosi solo nel 1753 con la decisione di allestire il Casino dei Nobili prendendo a livello il primo piano e un mezzanino del Palazzo che i Padri di Niccosia avevano edificato in quegli anni ai piedi del ponte di mezzo, di fronte alla Loggia dei Banchi. Con Rescritto del 3 gennaio 1754 venne concessa la protezione granducale e approvati i Capitoli e il Regolamento del Casino, che finalmente fu inaugurato la sera del 25 gennaio 1754 con una festa da ballo.

 

Bibliografia

L. Salvetti, Il Casino dei Nobili di Pisa nei secoli XVIII e XIX, Pisa, Pacini, 1993.

D. Barsanti, Pisa in età leopoldina, Pisa, ETS, 1995, pp. 151-153.

E.Tolaini, Pisa, Bari 1992

Veduta del Casino dei Nobili, incisione su rame, 1788Casino dei Nobili, sede dell'Accademia di Belle Arti (1818-1825)