La tutela al tempo dei Lorena

Una compiuta ricostruzione dell'atteggiamento tenuto dai Lorena nei confronti del patrimonio artistico e architettonico attende ancora di essere condotta, nonostante i numerosi studi dedicati ad altri aspetti di questo periodo.

I dati affioranti dai numerosissimi documenti esplorati per individuare, in vista di un nuovo restauro, gli interventi -talora radicali- subiti da opere e complessi di età lorenese nel corso della loro storia; le notizie rinvenute dagli allievi della Scuola di Specializzazione nelle loro ricerche su casi specifici o in studi tesi a seguire più generali piste di indagine; e infine le acquisizioni derivate dai primi scandagli condotti nell'ambito del progetto Municipalia, cominciavano a comporre un quadro ancora confuso ma già ricco di sollecitazioni e spunti per ulteriori ricerche, tanto da sembrarci meritevoli di essere proposte all'attenzione di un più ampio pubblico.

I documenti che qui si presentano sono dunque da considerare tasselli ancora sparsi di un  puzzle in corso di soluzione, un primo assaggio che comunque conferma la fecondità delle fonti da indagare e lascia intravedere la possibilità di ricostruire le vicende relative alla  tutela in età lorenese in un sistema omogeneo, in cui i singoli interventi di restauro, di manutenzione e di ripristino -letti sulle opere quanto sui documenti- possano trarre luce, illuminandoli a loro volta, dai provvedimenti legislativi in materia di patrimonio e dalle più generali scelte di governo.

I sistemi informativi studiati per facilitare queste letture incrociate resteranno dunque in rete, con i loro Data Base, a disposizione degli studiosi, degli amministratori e degli operatori di settore. Ma volendo in occasione della Mostra lorenese far accostare a questo nuovo approccio anche un'utenza di non specialisti, si è ritenuto di dover tentare un raggruppamento per temi e problemi delle fonti esplorate e di dover creare un modo di comunicarle più amichevole rispetto alla diretta consultazione del documento, che aiutasse a renderne evidenti significati e implicazioni.

Abbiamo così creato brevi testi di presentazione che non hanno e non vogliono avere alcuna pretesa di novità scientifica e anzi denunciano puntualmente la bibliografia di riferimento: gli imprescindibili interventi di Emilio Tolaini sulla forma urbana, le brucianti sintesi di Roberto Paolo Ciardi sulla cultura figurativa (e non) del Settecento, le puntuali ricostruzioni di Lucia Nuti sui Lungarni e di Stefano Renzoni sull'Accademia, gli studi di Fulvia Donati, Claudio Casini, Barbara Cinelli sulla vocazione museale del Camposanto e la nascita del Museo Civico, poi illustrato con sapiente puntualità da Mariagiulia Burresi e Antonino Caleca.