Un caso emblematico: la "Natività" del Cigoli

La Natività del Redentore, opera firmata di Ludovico Cardi detto il Cigoli e datata 1602, si trova oggi nella Chiesa di San Francesco, sull'altare Calderani, nello stesso luogo per cui fu eseguita, ma in realtà vi è tornata solo dopo una lunga vicenda di requisizioni, musealizzazioni e spostamenti. Il dipinto seguì infatti le sorti della chiesa, assieme al convento soppressa e chiusa al culto con decreto napoleonico nel 1808. Tutti gli arredi vennero requisiti (D) e trasferiti nel convento di San Nicola (D), insieme ad opere provenienti anche da ulteriori enti uguamente soppressi.

La Natività, come altri quadri particolarmente significativi, fu poi richiesta (D) al Maire di Pisa, Giovan Battista Ruschi per essere esposta nella Cappella Dal Pozzo del Camposanto, dove Carlo Lasinio che ne era il Conservatore, stava avviando la creazione di un museo.

Ma nel 1816, chiusa la parentesi napoleonica, la chiesa di San Francesco venne riaperta al culto dopo un restauro - testimoniato anche da un'iscrizione del 1817- necessario a rimediare i guasti dovuti all'uso dell'edificio come ospedale militare (D). Il sacerdote incaricato del ripristino, in accordo con la famiglia che aveva il patronato dell'altare, non mancò naturalmente di richiedere la restituzione (D) del dipinto del Cigoli che effettivamente fu concessa (D) se nel 1836 Ranieri Grassi lo cita nella sua guida: "ed all'ultimo altare ravvisasi la più pregiata fra le pitture che adornano questo tempio. E' questa la nascita del Redentore eseguita da Lodovico Cardi da Cigoli."

Ma le peregrinazioni dell'opera non erano concluse: qualche decennio più tardi, come conseguenza della proclamata unità politica d'Italia sotto la monarchia di casa Savoia, il convento fu di nuovo soppresso e requisito insieme con la chiesa (1863) e adibito a caserma e a magazzino militare. Tutti gli oggetti, i quadri e gli ornamenti vennero pertanto ufficialmente ritirati dalle famiglie che vi avevano esercitato i diritti di patronato, come emerge dall'inventario redatto dall'ultimo priore.

La città stessa si sollevò allora a chiedere il recupero dell'antico e insigne complesso. Il 22 maggio 1893 l'ex chiesa ed il vicino ex convento furono dichiarati dal Ministero della Pubblica Istruzione "monumento nazionale", e contestualmente vennero affidati alla gestione del Comune che a sua volta nel 1899 concedeva la chiesa alla Curia Arcivescovile "per il solo uso del culto", mentre si predisponeva ad allestire nei locali del convento il museo civico.

La chiesa fu riaperta al culto solo nel 1901, dopo un nuovo complesso restauro, reso possibile dalla sentita partecipazione della comunità cittadina che fece fronte alle ingenti spese; in questa occasione vennero richiesti i quadri indemaniati, che furono di fatto restituiti ad eccezione di quello che possedeva maggior pregio artistico, proprio il dipinto del Cigoli. L'opera, entrata ormai a far parte delle collezioni civiche allestite nel chiostro di San Francesco, venne con esse trasferita nell'ex convento di San Matteo quando nel dopoguerra il museo civico divenne Museo Nazionale. Solo nel 1976 il dipinto venne ricollocato sul suo altare privilegiandone la restituzione al contesto originario.

 

Bibliografia.

Grassi R. Pisa e le sue adiacenze, premessovi un compendio della storia pisana fino a tutto il 1850 per servire di compimento alla sua Descrizione storica e artistica di Pisa e de' suoi contorni nuovamente descritte da Ranieri Grassi, Pisa 1851

Contini R. Il Cigoli, Soncino (CR) 1991

Bucci M. (a cura di) Mostra del Cigoli e del suo ambiente, San Miniato (PI) 1959

Burresi M. (a cura di) Alla ricerca di un'identità: le pubbliche collezioni a Pisa fra Settecento e Novecento catalogo della mostra di Pisa Museo di S. Matteo a cura di M. Burresi, Pontedera 1999

Renzoni S., Paliaga F., Chiese di Pisa. Guida alla conoscenza del patrimonio artistico, terza ed. riveduta, corretta, ampliata, Pisa 2005

Ludovico Cardi detto il Cigoli, Natività, chiesa di San Francesco a Pisa, olio su tela, 1602B. Polloni, Pisa. Piazza e Chiesa di San Francesco nel suo antico stato, ma no primitivo, costruita nel MCCXL, acquaforte, 1835Iscrizione che ricorda la riapertura della chiesa di San Francesco a Pisa nel 1817