Il restauro della chiesa del Santo Sepolcro

La chiesa di San Sepolcro, attestata fin dal 1138 nei pressi dell'attuale Lungarno Galilei, è comunemente attribuita all'architetto Deotisalvi, autore del Battistero pisano con la cui originaria struttura presenta significativi elementi di contatto. A pianta ottagonale, ispirata all'Anastasis di Gerusalemme, la chiesa, in origine sede degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, passò poi all'Ordine dei Cavalieri di Malta, ma dopo la soppressione di quest'ultimo (1817), accolta in ragione della sua importanza storica sotto Regio Patronato, conobbe un lungo periodo di degrado (D) finchè nel 1849 non se ne avviò un restauro di manutenzione a cura del governo (D).

Ma la fortuita scoperta di un frammento del pavimento originario dette avvio ad un progetto ben più complesso, guidato dalla volontà di restituire all'edificio il suo volto medievale, sostenuto dall'Accademia di Belle Arti, nell'ambito dei suoi compiti di supervisione del patrimonio storico artistico cittadino. Se l'ufficio statale responsabile della chiesa, il Ministero degli Affari ecclesiastici, interessato ad un veloce ripristino delle funzionalità al minor costo possibile, l'Accademia vedeva in San Sepolcro "un'Opera che interessava grandemente e l'onore delle Arti, e il lustro della città" (D).

Dopo un lungo contendere si giunse quindi a bloccare i lavori di manutenzione (D) e nel 1851 fu elaborato un nuovo progetto dall'architetto Ridolfo Castinelli (D) che prevedeva il recupero dell'originario piano di calpestio: tale scelta comportava però gravi problemi di raccordo con la piazza circostante che, rimanendo ad un livello più alto, si sarebbe dovuta abbassare per allinearsi con il ripristinato assetto della chiesa (D). La piazza così configurata avrebbe dovuto essere conclusa con il rifacimento del lastrico, peraltro già previsto nel piano di sistemazione dei Lungarni.

La ricerca un medioevo idealizzato richiedeva inoltre la demolizione delle modifiche che l'edificio aveva subito nei secoli, come le volte in muratura dell'ambulacro interno e il loggiato rinascimentale che era venuto a circondare la chiesa. Il governo cedette alla scelta del "grandioso restauro" in quanto condivisa anche dalla popolazione, ma approvò il progetto solo a condizione che i costi aggiuntivi fossero a carico della comunità. Sarà Giovanni Rosini (D), presidente dell'Accademia, a organizzare la raccolta dei finanziamenti (D), riuscendo inoltre a coinvolgere nei lavori a titolo gratuito artisti che gravitavano nell'ambiente accademico.

Ma l'impresa, troppo costosa, fu nuovamente sospesa, Castinelli si dimise dalla carica di direttore dei lavori (D) e fu sostituito per i restauri alla chiesa da Florido Galli e per la sistemazione della piazza dall'ingegnere comunale Pietro Bellini (D). Anche i progetti di quest'ultimo subirono però modifiche e interventi della Commissione, al fine di renderli tecnicamente più completi e soprattutto compatibili con le esigenze e i diritti di quei privati che possedevano palazzi prospicienti la piazza stessa (D).

I lavori, ridimensionati dopo la morte di Rosini, si conclusero nel 1858 e la chiesa venne riaperta al culto solo nel 1878. Venne così restituito alla città un monumento ricco di suggestivo fascino neo romanico anche se forse non così vicino all'originario concetto dei suoi costruttori.

Il monumento è stato nuovamente restaurato nel Novecento, dopo i danni subiti nella piena dell'Arno del 1966.

 

Bibliografia

Ruschi R., Il Tempio di San Sepolcro in Pisa ridotto all'antica forma, estratto dall'Indicatore n. 12 (Pisa?) 1859 (vado a controllare la copia in sapienza)

Nuti L. Pisa: progetto e città (1814-1865) Pisa 1986

Ciardi R.P. (a cura di) L'immagine immutata, Pisa 1998

G. Morolli, "L'architettura dal Rinascimento all'età moderna" in I Luoghi della fede. Pisa e l'area pisana, Milano 2000

Piazzini, Prospettiva della chiesa di San Sepolcro, ASF, 1717Piazzini, Facciata del Palazzo del Priorato di Santo Sepolcro con parte della chiesa vista dal Lungarno, ASF, 1717Piazzini, Pianta e facciata della canonica di San Sepolcro, ASF, 1717B. Polloni, Pisa. Prioria di San Sepolcro costruita poco dopo il MC, acquaforte, 1834P. Bellini, Pianta della piazza di San Sepolcro, ASP, Comune F 115, 1853 P. Bellini, Disegno della cancellata, ASP, Comune F 115, 1853P. Bellini, Pianta della piazza San Sepolcro, ASP, Comune F 114, 1853