La rettifica della chiesa di Santa Cristina

Tra gli interventi atti a promuovere il nuovo "teatro dei Lungarni" emblematico è il caso della chiesa di S. Cristina (D). Il 28 agosto del 1854 (D) il Comune di Pisa approvava il progetto per "la rettificazione della via del Lungarno dalla parte di Mezzogiorno mediante il taglio della canonica di Santa Cristina", allo scopo di proseguire i lavori di ampliamento del Lungarno Gambacorti cominciati nel giugno dello stesso anno dall'Ing. Lanfranco Mei.

Poiché la chiesa di S. Cristina era posta di sbieco rispetto all'andamento del Lungarno, si era reso necessario provvedere a tale irregolarità: durante l'adunanza del 13 luglio 1854 (D) il Comune aveva ipotizzato perfino la "totale demolizione della [...] chiesa che dal lato artistico non presenta nulla di interessante", nonostante fosse stata rimodernata ed abbellita soltanto quaranta anni prima dal conte Luigi Archinto, che nel 1816 aveva finanziato l'edificazione di un nuovo campanile su progetto dell'Ing. Comunitativo Francesco Riccetti (D).

Fortunatamente la drastica proposta non ebbe seguito e si procedette dunque alla sola rettifica della canonica, secondo il progetto presentato al Gonfaloniere di Pisa in data 25 agosto 1854 (D), elaborato dall'Ing. comunale Pietro Bellini, il quale decise di tagliare la parte dell'edificio che aggettava sul Lungarno Gambacorti (D), rimediando alla parziale demolizione attraverso la cessione alla chiesa di S. Cristina (D) di parte del suolo pubblico sul versante orientale (D), prevedendo una spesa complessiva di L 5.700, di cui L 1.200 a carico della Commissione Mista dei Benefizi Vacanti.

Il progetto del Bellini prevedeva inoltre precise norme per l'ornamentazione della canonica, sia per le zone di pertinenza dell'Economo Spirituale della chiesa, don Giuseppe Frediani, sia per la bottega di Giovacchino Pampana, collocata sul "fondo livellare" della canonica. Vi si specificava dal numero delle finestre all'altezza di ciascun piano, finanche alla decorazione dei davanzali e alla "ubicazione degli sporti" della sottostante bottega: così come ancora oggi si vede, la facciata della canonica doveva simulare il decoro di un palazzo signorile, celando come il pannello di una scenografia l'anomala collocazione della chiesa di S. Cristina.

Bibliografia

Pisa antica e moderna del Nobile Alessandro da Morrona, Patrizio Pisano, dalla Tipografia Prosperi, Pisa 1821, pag. 197

L. Nuti, I Lungarni di Pisa, Pacini Editore, Pisa 1981, pagg. 138-139

L. Nuti, Pisa. Progetto e città 1814-64, Pacini Editore, Pisa 1986, pagg. 123-124; pag. 167 nota 86

A. Melis- G. Melis, Architettura pisana dal Granducato lorenese all'Unità d'Italia, Edizioni ETS, Pisa 1996, pag. 88

P. Bellini, Progetto per la rettifica della canonica della chiesa di Santa Cristina, ASP, 1854A. Da Morrona, Pianta della città di Pisa, incisione, 1787, part. (n° 44: chiesa di Santa Cristina)P. Bellini, Pianta della canonica della chiesa di S. Cristina, ASP, Comune F 117, fasc. XXVI, lettera del 25 agosto 1854