Siti Monumentali

Pisa

 

Chiesa di San Silvestro

Chiesa di San Silvestro, Pisa

 

La chiesa, ubicata nell’omonima piazza, si ritiene fondata intorno al 1118, data in cui fu affidata ai monaci benedettini che ne tennero il possesso fino al 1270. Nel 1331 passò alle monache di San Domenico, provenienti dal convento di Santa Croce in Fossabanda. La chiesa ha subito svariati interventi architettonici, a partire dalla decisione del 1609 di dividere l’edificio in due corpi, l’uno utilizzato per le funzioni liturgiche e l’altro come monastero, con l’alloggio delle monache. Varie furono le vicende del complesso: Conservatorio per fanciulle nobili con Pietro Leopoldo (1782), presidio militare dopo le soppressioni napoleoniche (1810), sede periferica del Ministero dell’Interno, che attualmente ne è proprietario. La chiesa, oggi sconsacrata, è stata adibita dalla Soprintendenza a laboratorio di restauro di opere d’arte.

 


Gli Arsenali medicei

Arsenali Medicei, veduta dall' alto

La Darsena vicina alla Cittadella (detta Darsena della Tersanaia o Tersana, poi Arsenale Repubblicano), divenne uno dei nodi principali del sistema portuale pisano.
La costruzione degli Arsenali Medicei iniziò sotto Cosimo I (1537-1574) come parte della sua ampia politica di riorganizzazione territoriale, poi ripresa dai figli Francesco I (1564-87) e Ferdinando I (1587-1609).
Al momento della conquista di Pisa da parte dei fiorentini (1509), la città era in una condizione di decadenza e spopolamento. Per riportare la città agli antichi splendori, Cosimo decise di farne un polo di sviluppo economico, complementare anziché antitetico a Firenze.
Lo scopo principale era conferire a Pisa il ruolo di centro marittimo del territorio mediceo e, per questo, la costruzione degli Arsenali rappresentava un passo decisivo.
Ebbe così inizio la costruzione del nuovo Arsenale, nella zona sud della città, tra il ponte della Cittadella, la chiesa di Sant'Agnese e quella di San Vito.


Il nuovo complesso era articolato in otto navate impostate su archi poggianti su pilastri, con tetto a capanna con uno scheletro ligneo. Gli archi non presentavano le catene, al fine di non ostacolare in altezza la costruzione delle navi, mentre la spinta degli archi trasversali era contenuta da un lato dalla navata appoggiata a San Vito, dall’altro da una navata più piccola, detta Sprane, costruita appositamente.
Le dimensioni (le campate variano dai 10,65 ai 9,20 metri), prendevano ovviamente in considerazione le misure delle navi più grandi (59 metri in media di lunghezza, oltre 8 metri in media di altezza), per non incorrere in pericolosi danneggiamenti alla struttura al momento della costruzione dei nuovi natanti.
L’attività cantieristica, che impegnava il complesso nella fabbricazione perlopiù di barche e barconi destinati a privati, continuò, con altalenanti periodi di fortuna, fino alla metà del XVIII secolo, con i Lorena. In questo periodo furono chiuse le arcate e, quando nel XIX secolo gli Arsenali divennero sede del Deposito degli Stalloni, si decise la distruzione di alcune aree per trasformarle in cortili col rialzo dei muri dei capannoni più bassi.
Nel corso della II Guerra Mondiale, poi, i bombardamenti distrussero tutta la zona della Cittadella, facendo completamente crollare uno dei capannoni.

 

 


 

 

Livorno

 

La fortezza di Livorno

 

Palazzina di Francesco I e bastione della Canaviglia (1519 e seguenti)

La fortezza di Livorno, denominata “Vecchia“ per distinguerla dalla “Nuova” eretta nel 1590, è l’imponente fortificazione che, per la sua complessa struttura e per la capacità di contenere al suo interno il racconto del succedersi delle sue vicende storiche – da piccolo villaggio di pescatori a porto fiorentissimo, incrocio di ricchi traffici e di scambi culturali e demografici di portata non solo europea – è divenuta simbolo e monumento più rappresentativo della città.

 

Al suo interno vi si può leggere con fotografica precisione la storia stessa di Livorno, una storia segnata anche dalle diverse modalità in cui nel tempo andavano trasformandosi le sue funzioni difensive, sempre attraenti per le potenze dominanti del circondario (Pisa, Genova, Firenze). Partendo addirittura dalla sua fase di epoca romana (riscoperta grazie gli importanti scavi archeologici effettuati dalla Soprintendenza Archeologica), in un gioco affascinante di rimandi e di contrappunti il complesso dialoga costantemente con la circostante struttura urbanistica – dalla quale, paradossalmente, la condizione insulare la teneva, fino alla II guerra mondiale, nettamente separata – e col porto in cui si è trovata dalle origini ad essere incastonata.

 

Mastio di Matilde (sec. XIII)

In successione cronologica il complesso attuale mostra, oltre a tracce di un’antica torre romana, la torre circolare detta “mastio di Matilde” (X-XI secolo) affiancata dalla cosiddetta “Quadratura dei pisani”, un piccolo fortino di forma quadrangolare edificato nel 1377, quando una Pisa già in via di decadenza intuì il valore strategico del “castello” di Livorno (che possedeva già dal 1103); successivamente collegata ad una cinta di mura (1392), la quadratura si ergeva a protezione di tutto l’abitato e della cala stessa. Attorno a queste due massicce strutture difensive (ad un tempo utili all’arroccamento e all’avvistamento sul mare), il governo fiorentino, sotto il cardinale Giulio de’ Medici (poi divenuto papa Clemente VII) volle sviluppare una possente fortificazione fedele ai canoni classici rinascimentali esaltati dal disegno di Antonio da Sangallo il Vecchio (1519). La direzione dei lavori, interrotta dal 1526 al 1530 per le rivolte a Firenze, fu affidata all’ingegnere Nicolao da Pietrasanta che, con alterne vicende, portò a termine l’impresa nel 1536.

 

Con il suo lungo fronte (circa cinquecento metri), il rigoroso assetto pentagonale e gli eleganti spalti in mattoni, la fortezza domina il porto mediceo includendo tre bastioni (l’inutilità del quarto si intuisce possa essere stata determinata dalla copertura difensiva offerta da uno dei lati di terra): quello verso il mare detto “la Canaviglia” (il nome corretto sarebbe “Cavaniglia”, da Cesare Cavanella, secondo ammiraglio dell’ordine di Santo Stefano), quello verso Stagno detto “la Capitana” e quello intermedio detto “l’Ampolletta”.

 

Palazzina di Francesco I, bastione della Canaviglia (1519 e seguenti) e mastio di Matilde (sec. XIII)

Un altro elemento di fascino della fortezza (oggi godibile per intero dal visitatore) è dato dalla complicata sovrapposizione dei piani: partendo dai grandi e suggestivi ambienti sotterranei (in realtà sul livello del mare, visibile da uno dei lati prospiciente lo storico moletto d’approdo) con le strutture a volta che ricordano le grandi aule degli edifici romani, si arriva alla sommità del mastio di Matilde, da cui si domina la spettacolare visuale del porto e del mare (con l’arcipelago visibile in determinate condizioni), della città e dell’entroterra. Ai livelli intermedi si incontrano, nella piattaforma centrale, vari edifici che conferiscono all’insieme l’aspetto di un tipico borgo toscano: la chiesetta di San Francesco (metà XVI secolo) e una cappella ad essa adiacente (fine XVII secolo), le casermette della guarnigione militare.

 

Sopra il bastione della Canaviglia si erge un palazzetto costruito nel 1580 per volontà di Francesco I de’ Medici, in posizione dominante sulla bocca della darsena medicea, attualmente servita da un ponte girevole (mentre il palazzo che Cosimo I fece costruire nel 1543 sulla sommità della fortificazione, utilizzato come residenza nel corso delle numerose visite della corte medicea, andò distrutto con i bombardamenti di quattro secoli dopo). La molteplicità delle visuali di osservazione del complesso ne fanno anche un colossale repertorio di elementi conoscitivi utilizzabili a scopo didattico. Per citarne solo alcuni: la possibilità di osservare le trasformazioni tecnologiche applicate all’ambito militare, con il passaggio dalla difesa cosiddetta “piombante”, consistente nel contrastare gli assalti nemici per mezzo della caduta di materiali offensivi di vario tipo (olio bollente, massi ecc.), a quello fondato sulla difesa “radente”, ovvero sull’uso di armi da fuoco il cui raggio di azione si sviluppa in senso orizzontale; la ricchezza del materiale iconografico (dai dipinti agli affreschi, dalle litografie alle carte militari) che consente lo studio ravvicinato della sua vicenda complessiva, non senza divagazioni fantastiche collegate all’invadente immaginario distillato dalla sua presenza nella storia della città; le disparate funzioni esercitate nel tempo, oltre a quelle strettamente difensive (residenza di corte, scalo navale, collegio militare, prigione, magazzino ecc.). La recente conclusione delle più importanti fasi di restauro della fortezza ha consentito la sua “restituzione” alla città e così la Soprintendenza, d’intesa col Comune di Livorno e con la Camera di Commercio Industria e Artigianato, ha approntato per l’utilizzo del monumento un progetto, mirante alla sua complessiva valorizzazione, centrato sulla sua antica vocazione a farsi contenitore del patrimonio identitario cittadino.

 

Bibliografia essenziale:
La fortezza vecchia: difesa e simbolo della città di Livorno, a cura di G. Piancastelli Politi Nencini, Cinisello Balsamo 1995
La Fortezza Vecchia [pubblicazione didattica, a cura della Soprintendenza ai Beni A.A.A.S. di Pisa e del Servizio Didattico di Livorno, con scritti di G. Parmini e M. Guarraccino, schede di G. Parmini e A. L. Bachini], Pontedera 1996
M. Ferretti, La fortezza vecchia di Livorno, Livorno 2006

 

Informazioni
Indirizzo: piazzale dei Marmi – 57123 – Livorno
Orari di visita: 9.00-20.00 (ingresso libero, regolamentato in presenza di manifestazioni)
Telefono: 050 926544
Servizi disponibili: libreria, bar, ristorante, enoteca

Arsenali Medicei, veduta dall' altoChiesa di San Silvestro, veduta della facciataPalazzina di Francesco I e bastione della Canaviglia (1519 e seguenti)Bastione dell' Ampolletta (1519 e seguenti)Mastio di Matilde (sec. XIII)Palazzina di Francesco I, bastione della Canaviglia (1519 e seguenti) e mastio di Matilde (sec. XIII)Palazzina di Francesco I e bastione della Canaviglia (1519 e seguenti)