Vendita di beni culturali

Riferimento normativo: decreto legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004 (cosiddetto “Codice dei Beni Culturali”)

 

Vendita (trasferimento) di beni culturali

Dopo aver elencato (articoli 53-56) i casi di inalienabilità dei beni culturali(per lo più demaniali) il “Codice” illustra, all’articolo 59, l’obbligo di denuncia al Ministero dei soggetti interessati da un’operazione di trasferimento “in tutto o in parte, a qualsiasi titolo”, della proprietà o della detenzione di un bene. In ognuna delle forme di trasferimento (a titolo oneroso o vendita, in seguito a procedure fallimentari, per trasmissione in via ereditaria o a un legatario, per donazione) l’interessato deve, entro il termine di trenta giorni, denunciare alla Soprintendenza competente l’avvenuto cambiamento, indicando i dati identificativi del bene, il luogo in cui si trova, il domicilio dei soggetti coinvolti ecc. A sua volta la Soprintendenza trasmette la denuncia alla Direzione Regionale (chiamata a darne comunicazione al Ministero) e agli enti locali interessati per territorialità e, entro trenta giorni dal ricevimento, scrive al denunciante per confermare il vincolo esistente sul bene, a suo tempo dichiarato di interesse culturale. Gli enti locali, a loro volta, hanno sessanta giorni di tempo per esercitare il diritto di prelazione sull’acquisto del bene in oggetto. Trascorso tale lasso di tempo la Soprintendenza acquisisce in forma definitiva, per conservarli nei suoi archivi, i dati del nuovo titolare del bene.