Autorizzazione per lavori

Il Codice demanda alla Soprintendenza il rilascio dell'autorizzazione per l'esecuzione di opere e lavori di qualsiasi genere sui beni culturali (art. 21, c. 4) previa presentazione, da parte dell'interessato, di un progetto o di una descrizione tecnica delle attività proposte (art. 21. c. 5).

I beni culturali soggetti ad autorizzazione sono quelli per i quali sia stata eseguita con esito positivo la verifica di interesse o per i quali sia stato emesso un provvedimento di dichiarazione di interesse.

Sono comunque sottoposti ad autorizzazione i beni culturali aventi più di cinquanta anni e di autori non viventi finchè non sia intervenuta la preventiva verifica di interesse.

L'istruttoria tecnico amministrativa è affidata ai funzionari responsabili per territorio.
 
Riferimento normativo: decreto legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004 ("Codice dei Beni Culturali")
 
 
Si ricorda inoltre che l'indirizzo P.E.C. al quale inviare le richieste autorizzative è il seguente: mbac-sbapsae-pi@mailcert.beniculturali.it  
 

Autorizzazione ai lavori

La dichiarazione di interesse culturale delle cose mobili o immobili appartenenti alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, o ad ogni altro e istituto pubblico e a persone giuridiche private, che siano opere di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquant'anni, è effettuata, ai sensi dell'art. 12 del "Codice", d'ufficio o su richiesta formulata dai soggetti cui le cose appartengono. Nel caso il proprietario intenda intervenire sul bene dichiarato di interesse culturale il "Codice" prevede che "l'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere su beni culturali è subordinata ad autorizzazione del soprintendente" e che "l'autorizzazione è resa su progetto o, qualora sufficiente, su descrizione tecnica dell'intervento, presentati dal richiedente e può contenere prescrizioni" (art. 21).

Contributi

Il proprietario interessato ad effettuare un intervento conservativo ("restauro") del bene, può fare richiesta per ottenere dalla Soprintendenza un contributo a parziale copertura delle spese sostenute. La procedura si articola in due fasi: una, preventiva, precedente all'inizio dei lavori e un'altra, consuntiva, susseguente agli stessi, in cui il proprietario è tenuto a documentare dettagliatamente le spese sostenute. In entrambe le fasi il proprietario è tenuto alla presentazione di una documentazione, già prevista dalla legge 21 dicembre 1961, n. 1552.


Documentazione preventiva

1. Istanza in carta da bollo con le esatte generalità (nascita, indirizzo e codice fiscale del rappresentante legale).

2. Fotocopia di un documento di identità non scaduto del rappresentante legale (carta d'identità, passaporto ecc.).

3. Codice fiscale dell'ente o della persona giuridica proprietaria.

4. In caso di bene immobile, certificato rilasciato dall'Ufficio Tecnico Erariale, in originale o copia conforme, dal quale risulti la proprietà dell'immobile; se necessario integrato con l'atto di compravendita (per copia conforme) da cui risulti il mancato esercizio di prelazione (art. 30 della legge 1° giugno 1939, n. 1089) e/o atto di successione ereditaria.

5. In caso di bene mobile, dichiarazione da cui risulti la proprietà, riguardante specificatamente i beni da restaurare (autocertificazione).

6. Preventivo di spesa: il preventivo deve riportare in modo analitico tutte le voci di restauro, le quantità (mq. e/o n. di ore lavorate), il costo unitario e il costo totale di ogni singola operazione.

7. Analisi dei prezzi riportati nel preventivo di spesa.

8. Relazione tecnica sugli interventi con riferimento alla metodologia e ai criteri di restauro adottati.

9. Relazione storico-artistica.

10. Copia del decreto di vincolo ai sensi del "Codice", con gli estremi di notificazione. In sostituzione, dichiarazione della Soprintendenza da cui risulti che il bene è vincolato ai sensi del citato articolo.

11. Copia dell'autorizzazione ai lavori

12. Schede fotografiche originali con riprese effettuate prima del restauro (d'insieme e particolareggiate).

13. In caso di bene immobile, rilevazione grafica dello stato attuale e di progetto con l'indicazione delle zone interessate all'intervento e di cui al preventivo di spesa.


Documentazione consuntiva

1. Istanza in carta da bollo con le esatte generalità (nascita, indirizzo e codice fiscale del rappresentante legale).

2. Fotocopia di un documento di identità non scaduto del rappresentante legale (carta d'identità, passaporto ecc.).

3. Codice fiscale dell'ente o della persona giuridica proprietaria.

4. Per i privati proprietari:

a) certificato di nascita e di residenza

b) procura speciale sia per la riscossione del contributo che per la firma di tutti gli atti in caso di multiproprietà (facoltativo)

c) atto di successione e certificato di morte per gli intestatari deceduti e risultanti nel certificato U.T.E.

d) autorizzazione del Giudice Tutelare, sia per la riscossione del contributo che per la firma di tutti gli atti, per i proprietari minorenni.

5. Dichiarazione in base al disposto dell'art. 40 della legge del 30 marzo 1981, n. 119 per tutti gli enti previsti dalla legge medesima.

6. Certificazione rilasciata dal competente Ufficio PP. TT. in originale o copia conforme rilasciata dall'Ufficio Postale, dal quale risulti il n. di c/c postale intestato all'ente proprietario come risulta dal certificato U.T.E. e la sua perdurante validità, oppure il n. di c/c bancario intestato all'ente proprietario come risulta dal certificato U.T.E, corredato delle coordinate bancarie ABI/CAB.

7. Consuntivo di spesa giurato con l'indicazione degli interventi, delle qualità, dei prezzi unitari e totali debitamente firmato (rilasciato dal direttore dei lavori)

8. Analisi dei prezzi.

9. Certificato di collaudo dei lavori eseguiti, rilasciato dalla Soprintendenza.

10. Certificato di nulla osta al pagamento del contributo ministeriale, rilasciato dalla Soprintendenza.

11. Relazione tecnico-scientifica concernente i lavori eseguiti.

12. Dichiarazione di pubblico godimento rilasciata dalla Soprintendenza.

13. Dichiarazione di assenza di contributi.

14. Schede fotografiche originali con riprese effettuate dopo il restauro (d'insieme e particolareggiate), vistate dalla Soprintendenza.

15. Convenzione in carta legale in quadruplice copia con la firma dell'interessato autenticata da notaio, contenente le modalità di accesso e apertura al pubblico dell'immobile (o di libera fruizione in caso di bene mobile) e recante il numero di repertorio o certificato di esonero dalla convenzione già registrata.

16. In caso di bene immobile, rilevazione grafica dello stato attuale e di progetto vistata dalla Soprintendenza.

17. Documenti aggiuntivi per le persone giuridiche e/o società:

a) atto costitutivo o statuto in fotocopia autenticata

b) certificato di nascita e residenza del legale rappresentante

c) certificazione rilasciata dal competente Ufficio PP. TT. dal quale risulti il n. di c/c postale intestato alla società come risulta dal certificato U.T.E. e la sua perdurante validità

d) certificato di iscrizione alla Camera di Commercio

e) certificato di stato fallimentare rilasciato dal tribunale

I documenti di cui ai punti d-e, avendo validità di 3 mesi, saranno richiesti dopo la determinazione dell'importo del contributo da erogare.

Nel caso di beni immobili la Soprintendenza dovrà accertare con cura, prima di rilasciare il certificato di collaudo, che i lavori abbiano riguardato effettivamente l'ambito degli "interventi conservativi" senza sconfinamenti volti, in generale, al miglioramento delle condizioni abitative e, quindi, all'incremento del valore economico dello stesso immobile.

Al termine dell'istruttoria, con decreto del Soprintendente - che può contenere prescrizioni sia in positivo che in negativo -, si autorizzano i lavori e si trasmette la pratica al Ministero per l'eventuale concessione del contributo.

Agevolazioni fiscali

La concessione di agevolazioni fiscali - che il proprietario del bene d'interesse culturale può far valere in sede di dichiarazione dei redditi - è collegata proceduralmente a quelle di autorizzazione ai lavori e di concessione di contributi. Nel caso le istanze precedenti siano state positivamente accolte, infatti, il proprietario accede al beneficio delle agevolazioni; vi può accedere, tuttavia, anche chi non abbia presentato richiesta di contributo, ma voglia ugualmente effettuare interventi conservativi.